INTERVISTA A SERAFINA LOMAISTO

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Buongiorno Readers! E’ con immenso piacere che vi presento oggi un’autrice emergente con un grande talento, che ha accettato di raccontarci qualcosa della sua vita e del suo nuovo romanzo “Eterno contrasto, perfetto incastro”: Serafina Lomaisto.

Innanzitutto benvenuta su Reading Love! E’ un grande piacere avere la possibilità di conoscere meglio un’autrice e il lavoro che ha portato alla stesura del libro. Per iniziare vorrei porti la classica domanda per rompere il ghiaccio, che a mio avviso, in realtà difficilmente riesce a mettere a suo agio. Raccontaci qualcosa di te: ad esempio un pregio e un difetto che ti riconosci.

Sì, in effetti non è proprio la domanda prediletta per rompere il ghiaccio ma ti dirò… un mio pregio è quello di esserci sempre. Anche se il mio peggior “nemico” avesse bisogno io lo aiuterei. Un mio difetto invece è credere che sia sempre tutto semplice.

Come sei arrivata alla tua prima pubblicazione? Come hai capito di voler scrivere un libro?

Allora, è partito tutto per gioco. Ero alle superiori, erano degli anni un po’ bui e scrivevo millemila frasi sul mio diario e viaggiavo molto con la fantasia (cosa che non ho smesso di fare). Un giorno una mia amica di allora mi chiese “Perchè non scrivi un libro?” ed io le risposi che mi sarebbe piaciuto ma non avevo fantasia per creare una trama partendo dal niente e così mi propose la storia in un riformatorio… mi è bastato questo input per metter su il mio primo romanzo. Ho capito di voler scrivere un libro quando ho visto che le parole uscivano da sole, che mi piaceva lo scorrere veloce delle scene nella mia mente, la riproduzione di una situazione che dipendeva solo e soltanto da me. Quest’ultimo punto mi permette ancora oggi di isolarmi da questo mondo che mi sta stretto ed entrare nel mio mondo, quello dove ci sono difficoltà che ognuno di noi affronta, passando anche per il peggio del peggio, però alla fine si ha il coraggio sempre di seguire il proprio cuore e sconfiggere le regole imposte dalla società.

Ho avuto la possibilità di leggere il tuo nuovo romanzo, cosa per la quale ti ringrazio, e devo dire che il coraggio non ti manca. A tal proposito, la trama di “Eterno contrasto, perfetto incastro” , il tuo nuovo romanzo, è molto complessa e ben articolata, quanto tempo ha richiesto la stesura?

La stesura in sè per sè non ha richiesto tantissimo, circa un anno ma perchè quasi a metà romanzo ho deciso di cambiare direzione e ho dovuto riscriverne un pezzo. Però è stato molto semplice perchè l’ho sentita molto mia, l’ho sentita proprio dentro di me. Pensa che mentre dormivo sognavo scene e per non dimenticarle le appuntavo sul telefonino, ma era inutile: la mattina seguente ricordavo esattamente cos’era successo. Non riuscivo a stare al passo con i miei pensieri che viaggiavano troppo veloci per i miei tempi, però alla fine ce l’ho fatta.

Ce l’hai fatta egregiamente direi! Tutti i personaggi presenti nel libro hanno avuto esperienze molto forti nella vita, da cosa hai preso ispirazione per le loro vicende?

In realtà ho sempre avuto una mente molto vicina a queste situazioni nonostante io non le abbia vissute, non tutte almeno. Poco prima di scrivere questo romanzo ho letto un libro di Jennifer Niven che mi ha influenzata un sacco. Non a caso ho adottato i punti di vista di diversi personaggi, e questo l’ho trovato per la prima volta nel suo libro (che ho adorato ed è tra i miei preferiti). Provare a raccontare situazioni difficili, ciò che si prova in quelle circostanze era un po’ una sfida per me, e lo è tutt’ora. Ti dico la verità, ho avuto paura di ledere la sensibilità altrui o di chi queste situazioni le ha vissute davvero ed ero arrivata al punto di non volerlo pubblicare. Poi ho letto un altro libro “Il buio dell’anima” di Raffaele Sivolella. Un autore giovanissimo che parla del suicidio, di tutto ciò che porta con sè, e lo fa in prima persona perchè se quella volta si è salvato, la volta dopo non ci è riuscito. La sua storia mi è rimasta impressa però lui ha avuto il coraggio di raccontarla, guardando in faccia la realtà, sfatando falsi miti e speranze. Da quel momento mi son detta che sarebbe stata la mia sfida: raccontare ciò che nessuno vuole sentirsi dire perchè tutti abbiamo un po’ paura di soffrire. Ecco perchè i miei personaggi hanno una vita sofferta che alla fine esce tutta dalla mia testa, un po’ da storie ascoltate e lette, un po’ dalla mia fantasia.

Vorrei cogliere l’occasione per ricordare che il 25 novembre è stata la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne visto che tu in questo libro affronti anche questo tema, in un certo senso. Cosa ti ha portato a parlarne? Questo argomento ha a che fare con i tuoi ripensamenti sulla pubblicazione?

E’ un tema che ho affrontato anche nel mio primo libro ma in due modi differenti. E’ una piaga sociale attuale (la chiamo così perchè questo è per me) e molto discussa. C’è chi cerca di cavalcare l’onda approfittando del dolore e del trauma che delle donne hanno dovuto subire per soddisfare degli animali. E’ un tema che fa infervorare chiunque ed è giusto parlarne e non chiudersi a commentare solo di fronte alla televisione facendo finta che non ci possa accadere. In questo libro l’ho affrontato in maniera molto meno profonda dell’altro, è solo un contorno, una causa scatenante gli effettivi meccanismi che volevo far risaltare in questo romanzo. Tra l’altro ci tengo a precisare che non si parla proprio di violenza ma di un approccio un po’ violento e sono due cose diverse fra loro. Sì, è stato questo il motivo per cui io non volevo pubblicare questo libro perchè volevo evitare fraintendimenti e soprattutto evitare di ferire chi ha subito queste barbarie: questo non è assolutamente mia intenzione! Però, come ti ho detto in precedenza, ho trovato la forza di portare avanti questo progetto perchè non dobbiamo aver paura di raccontare da più punti di vista; nel mio libro infatti i riflettori saranno puntati sulla parte maschile ma, ripeto e ribadisco, non si tratta di un violentatore. Non posso aggiungere altro perchè rischio di spoilerare mezzo libro.

Qual è stato il personaggio che ha richiesto più sforzo e quale ti è venuto più facile costruire?

Domanda molto difficile. Credo che la più complessa sia stata proprio Gaia perchè ho dovuto mantenere un equilibrio tra fragilità e forza e perchè essendo un personaggio femminile dovevo estraniarmi da quella che sono io. Quello più semplice è stato Massimo perchè ha quel modo di fare piacione, molto spontaneo e solare, e non ci ho mai dovuto pensare su quando parlavo di lui o facevo parlare lui.

Questo tuo romanzo offre ottimi spunti per approfondire il personaggio di Emiliano, magari con un prequel dove si fa luce sulla sua infanzia e quindi scritto dal suo punto di vista, oppure su Cristian con un sequel. C’è un progetto simile nel tuo futuro?

In realtà no. Mia sorella è stata la prima a chiedermi un sequel ma credo che sia una responsabilità troppo grande. Riuscire a scrivere un sequel che tenga testa al primo libro senza cadere nella banalità e mantenendo alta l’attenzione è molto complesso ed io non credo di esserne pronta o forse ho solo troppa paura per provarci! Il prequel non lo avevo pensato, devo essere sincera, però potrebbe essere interessante, magari, chissà…

Visto che per ora non hai previsto nè un prequel nè un sequel, c’è qualche altro lavoro all’orizzonte?

Assolutamente sì. Prima di decidermi a pubblicare questo libro, che è il mio preferito per il momento, ne ho terminato un altro che avevo pubblicato sul mio account personale di Instagram e su Wattpad. Poi ho altre quattro o cinque bozze di trame di possibili romanzi e un altro già avviato che spero di riprendere al più presto.

Non vedo l’ora! Prima di salutarci ho ancora qualche altra domanda. Vorrei affrontare per un momento il tema dell’autopubblicazione, perché so che molti autori si approcciano a questo mondo, e non tutti sanno da dove iniziare. Puoi raccontarci la tua esperienza con il self-publishing?

Certo, essere d’aiuto è sempre un piacere. Ho scoperto della sezione KDP di Amazon (quella appunto dedicata all’autopubblicazione) circa un anno fa perchè volevo ripubblicare il mio primo romanzo. Avevo letto recensioni e articoli online e mi sembrò un’ottima idea. Una volta effettuato l’accesso mi son ritrovata di fronte una schermata molto semplice da compilare; seguiva la pagina del caricamento dei file e qui ho avuto un po’ di problemi perchè quello che noi chiamamo ‘formato del libro’, ovvero le dimensioni, Amazon lo chiama ‘gabbia’. Questo dettaglio non lo avevo ben compreso e mi sono ritrovata con dei quadernoni tra le mani. Ovviamente poi ho sistemato il formato ed è tornato ad assumere le dimensioni di un libro. A parte questo piccolo intoppo, il resto è molto facile e ci sono delle guide per ogni punto. C’è anche la possibilità di creare una copertina tramite i modelli di Amazon o di caricarne una propria sempre seguendo le linee guide. Questa è una delle cose che preferisco: poter avere il controllo sulle mie idee, dargli voce e realizzare il progetto così come lo avevo immaginato. Per questo secondo libro ho avuto l’aiuto prezioso di mio cugino che si è occupato del progetto grafico e anche dell’impaginazione (seguendo le mie direttive ovviamente!). Però il web è pieno di editor che correggono bozze e secondo me vale la pena investire un po’ di soldi per far venire un lavoro pulito. L’altra cosa che amo dell’autopubblicazione è che devi preoccuparti tu stesso della pubblicità e della sponsorizzazione ed è molto divertente (anche se toglie parecchio tempo) e ti fa sentire proprio parte del tuo libro, si diventa un tutt’uno. E poi, ammettiamolo, è difficile affidare il proprio frutto, la propria creazione, ad uno sconosciuto perchè sai che non se ne prenderà mai cura come lo faresti tu. Credo che questo sia il vantaggio più grande dell’autopubblicazione: dare il giusto valore al proprio lavoro

Grazie, sei stata molto esaustiva! Un paio di domande ancora. Che consiglio ti senti di dare ad un nuovo autore?

Io ho ancora molto da imparare e tanta strada da fare però se c’è una cosa che voglio dire ad altri autori che si affacciano in questo mondo per la prima volta è di non elemosinare like e follower, non chiedere ciò che gli altri non ti danno volontariamente, non pretendere più di quello che si ha. Le soddisfazioni più grandi arrivano dalle persone semplici. Puoi avere anche solo 10 follower e 6 like ma tra quelle persone c’è chi ti stima davvero ed è questa la vittoria più grande. E poi non perdersi mai d’animo, neanche nei momenti più ‘fermi’.

Per concludere, la domanda una domanda che mi sta molto a cuore. Che consiglio daresti invece a noi blogger?

Alla maggior parte dei blogger con cui sto collaborando e ho collaborato in passato non ho nulla da dire se non solo Continuate così!. A quelli che non conosco consiglierei di essere gentili e disponibili sempre perchè è questo che fa la differenza; di continuare a svolgere questo lavoro con passione perchè quando manca quella si nota e viene meno anche la fiducia in voi e nel vostro blog; di dare spazio agli autori emergenti, soprattutto a chi si autopubblica perchè non ha altre vie a disposizione. Perchè non vedrà il suo libro in libreria ma ha la stessa voglia di chi paga una casa editrice, o ne trova una indipendente, di arrivare in più cuori possibili.

Grazie mille Serafina, è stato un vero piacere chiacchierare con te!

Il nuovo romanzo di Serafina Lomaisto, “Eterno contrasto, perfetto incastro” sarà disponibile su Amazon a partire dal 1 Dicembre. Non fatevelo scappare!