THE HATE U GIVE

“Avere coraggio non significa non avere paura, Starr. Significa andare avanti anche sei ha paura. Ed è proprio quello che stai facendo tu.”

Tempo di lettura: 4 minuti

the-hate-u-give-recensione“THE HATE U GIVE – il coraggio della verità” è un romanzo di Angie Thomas, edito Giunti. Acclamato come caso editoriale, è passato tra le mani di molti lettori perché la storia, oltre ad essere scritta benissimo, arriva facilmente alla mente di chi la legge e ti resta nel cuore.

Starr è una ragazza di colore di sedici anni, costretta a dividersi tra due mondi: quello di Garden Heights, un quartiere popolare governato dalle band di strada dove vive, e quello della Williamson, una prestigiosa scuola, frequentata principalmente da bianchi. I suoi genitori, grandi attivisti nel movimento del potere nero, hanno scelto per lei e i suoi fratelli una strada volta a portarli al successo e alla carriera.

Con il passare del tempo ha imparato a destreggiarsi tra queste due vite così diverse tra loro, e a ricordarsi di dover essere diversa a seconda del luogo in cui si trova.

“Questo vuol dire azionare il commutatore mentale e puntarlo sulla Starr versione Williamson, la Starr versione Williamson non usa lo slang: non parla come farebbe un rapper, anche se i suoi amici bianchi lo fanno. In bocca a loro, lo slang fa molto figo. In bocca a lei fa solo “quartiere degradato”. La Starr versione Williamson si morde la lingua quando qualcuno la fa incavolare, perché non si pensi che è una “giovane nera arrabbiata”. La Starr versione Williamson è disponibile. Niente occhiate truci, di traverso o roba simile. La Starr versione Williamson non è aggressiva. Fondamentalmente, la Starr versione Williamson non dà motivo a nessuno di giudicarla una del ghetto. Mi odio per questo, ma lo faccio lo stesso.”

Questo equilibrio sembra reggere abbastanza bene finchè un poliziotto non uccide a bruciapelo un suo caro amico davanti i suoi occhi. Senza motivo. Senza che ce ne fosse bisogno. E lei si paralizza, non riesce a farsi sentire, rimane in silenzio. Perché quando senti dei colpi di pistola partire senza sapere perché non hai il coraggio neanche di respirare. E non trova il coraggio di farsi sentire neanche quando alla televisione fanno passare Khalil, il suo amico ucciso, come uno spacciatore e il poliziotto come un brav’uomo che ha tolto dalla strada un teppista in più, lei non dice niente. Teme di essere presa di mira perché ha assistito alla scena, perché è una testimone. E tutto questo va avanti finchè non si rende conto che così facendo il poliziotto la passerà liscia e Khalil verrà ricordato sempre e solo come uno spacciatore che se l’è cercata.

“È proprio questo il problema. Permettiamo alle persone di dire certe cose, e loro le dicono così spesso che dopo un po’ lo trovano ammissibile e noi normale. Ma che senso ha avere una voce, se poi resti in silenzio quando non dovresti?”

Allora capisce che le cose devono cambiare, che lei non può essere solo quella della Williamson o quella di Garden Heights, che avere una voce è un’arma potente da usare.

Che non è tutto bianco o nero ma i due colori possono mischiarsi e diventare più forti insieme, così come lei e il suo fidanzato bianco che aveva sempre tenuto lontano dalla sua altra vita e dai suoi genitori e che invece è stata la sua forza nel momento del bisogno senza paura.

Coraggio. Ecco cosa impara ad avere. Piano piano cresce in lei fino a farle pronunciare quella prima parola che porta ad un fiume in piena in favore della verità su Khalil.

“Di nuovo quella parola. Coraggio. Alle persone coraggiose non tremano le gambe. Le persone coraggiose non si sentono sul punto di vomitare. E di sicuro non sono costrette a rammentarsi come respirare ogni volta che ripensano troppo a quella sera. Se il coraggio è una condizione clinica, con me hanno tutti sbagliato la diagnosi.”

readinglove

Ho acquistato “THE HATE U GIVE” perché ne avevo sentito parlare come un caso editoriale ed effettivamente devo ammettere che è così.

Non solo perché il tema affrontato è importante e purtroppo sempre attuale, ma soprattutto per il modo in cui riesce ad arrivare al cuore e alla mente di chi lo legge. “THE HATE U GIVE” è un romanzo che può essere letto ed apprezzo tanto dai ragazzi quanto dagli adulti perché il modo di raccontare la storia e lo stile narrativo riescono a superare le differenze dell’età.

È scritto in prima persona dal punto di vista di Starr. Vivere la storia dal punto di vista di una ragazza di sedici anni ha amplificato le mie emozioni. Ho percepito anche il maggiore senso di ingiustizia che vive un’adolescente che non ha ancora visto come funziona il mondo. Ho letto il libro tutto d’un fiato perché la storia è scritta molto bene.

Sono rimasta conquistata anche dalla scelta del titolo. Come ci spiega la stessa Angie Thomas, “THE HATE U GIVE” viene dall’espressione coniata dal rapper Tupac Shakur, THUG LIFE. Per intero significa “The Hate U Give Little Infants Fucks Everybody”, ovvero “L’odio che rivolgi ai bambini piccoli ci fotte tutti quanti”.

La cosa che mi ha maggiormente colpito di questo romanzo è come il tema dell’odio razziale, purtroppo ancora molto forte in America, sia rimasto sempre al centro dell’attenzione. Nonostante le storie parallele, la love story tra Starr e il suo fidanzato, le amiche della scuola, le lotte di quartiere, l’attenzione del lettore rimane sempre focalizzata sul razzismo.

Non mi sorprende che abbiano trasformato questa storia in un film. Secondo i vari siti che ho consultato l’uscita nelle sale dovrebbe avvenire entro la fine del 2018.

Intanto, giusto per aumentare la vostra curiosità, vi riporto il trailer ufficiale in lingua originale. Non sono riuscita a trovarlo con i sottotitoli in italiano ma sono certa che lo apprezzerete ugualmente. Non vedo l’ora di vederlo al cinema!

Se volete acquistare una copia di questo romanzo, cosa che consiglio vivamente di fare, cliccate sulla copertina all’inizio dell’articolo.

Ora godetevi il trailer, alla prossima recensione!