Home Recensioni Romance contemporaneo UNA STORIA D’AMORE DI PUNTI E TRATTINI – RECENSIONE

UNA STORIA D’AMORE DI PUNTI E TRATTINI – RECENSIONE

Ma non potete rimanere in attesa. Se non ci sono possibilità, vanno create.

Tempo di lettura: 3 minuti

La casa editrice Cignonero ha portato in Italia un romance mai tradotto prima. Dalla penna di Ella C. Thayer arriva sui nostri ereader “Una storia d’amore di punti e trattini”, che vede protagonista Nattie, impacciata diciannovenne alle prese con l’imprevedibilità dell’amore. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1879 con il titolo “Wired Love – A romance of dots and dashes”.

  • Una storia d'amore di punti e trattiniTitolo: Una storia d’amore di punti e trattini
    Autrice: Ella C. Thayer
    Casa Editrice: Cignonero
    Pagine: 180
    Prezzo: € 3.99 in versione ebook;
    Data di uscita: 29 Aprile 2020
    Titolo originale:  Wired Love – A romance of dots and dashes (1879)
    Finale: Autoconclusivo

Trama
La vita di Nattie Rogers, diciannove anni appena compiuti, scorre tranquilla e prevedibile. Divisa tra i libri, le stramberie che caratterizzano i suoi coinquilini e l’impiego come telegrafista, ha davvero pochi amici con cui passare il tempo, finché, proprio sulla linea telegrafica, un operatore sconosciuto attira la sua attenzione. Si firma C., è ironico e brillante e Nattie non ha idea di chi sia né di che aspetto abbia, ma non può fare a meno di parlare con lui attraverso il telegrafo.
Tra conversazioni fittissime, imprevisti, malintesi e nuove amicizie, l’amore correrà su due fili destinati a intrecciarsi. Il lieto fine sembra proprio annunciato, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
E se C. non fosse chi dice di essere?
Ci si può davvero innamorare di qualcuno che non abbiamo mai visto?

Una commedia degli equivoci romantica e divertente. Un romanzo incredibilmente moderno sull’imprevedibilità dell’amore a distanza.

La storia di Nattie, sebbene pubblicata così tanto tempo fa, non dà segni di invecchiamento. Lo stile di scrittura non è infatti troppo lontano dal nostro gusto: è scorrevole, leggero, fluido. La storia di un amore “nato sul filo” del telegrafo per l’epoca della scrittrice doveva essere un’immagine abbastanza familiare: per noi che lo leggiamo oggi è invece qualcosa di inconsueto e particolare.

Lei non era certo una di quelle improbabili ragazze angeliche di cui si leggeva nei romanzi; era solo un normale e ordinario essere umano.

La forza del testo sta proprio in questo: una conoscenza insolita, attuata tramite un mezzo per noi ormai più che dimenticato. La parte più coinvolgente del libro è proprio quella in cui Nattie si mette in gioco con il suo misterioso interlocutore, C., cominciando fin da subito a fantasticare sulla sua identità.

Il resto sarà un susseguirsi di intoppi, imprevisti e incomprensioni, molti dei quali ingigantiti un po’ dall’ingenuità della protagonista. Nattie è infatti una ragazza ancora in cerca di se stessa e di sicuro poco avvezza all’amore. La circondano una serie di personaggi secondari molto stravaganti: dalla forte e dinamica Cyn, a Jo l’artista, con la presenza davvero troppo goffa e caricaturale di Quimby, uno spasimante di Nattie destinato ad una cocente delusione.

non avete ancora capito che io, jo norton, che ho sempre riso dei sentimenti, del romanticismo, che mi sono sempre dichiarato avverso all’amore, sono pronto e desidero rendermi ridicolo per amore vostro?

Il quadro delineato dall’autrice è vivido, pur non perdendosi in dettagli. Le scene sono veloci, ma questo talvolta va a discapito della profondità dei personaggi: molti ne escono appena accennati, forse persino confusi. I protagonisti veri e propri, Nattie e il suo misterioso innamorato, si perdono un po’ in questa frenesia. Nonostante ciò, le loro interazioni sono invece piacevoli e coinvolgenti e forse proprio per questo si preferirebbe leggerne molte di più!

readinglove blog
“Una storia d’amore di punti e trattini” è senza dubbio dolce, ammantato di una patina elegante d’altri tempi che sul presente esercita sempre un certo fascino. Si passa facilmente da una pagina all’altra, sebbene in alcuni punti si vorrebbe chiedere di più alla narrazione: una prospettiva più approfondita sugli avvenimenti, per esempio, o una maggior tensione tra i due protagonisti. Sicuramente l’epoca in cui il testo è stato scritto incide anche sul suo ritmo, ma porta con se elementi suggestivi: abitudini differenti, una certa formalità dei modi e strani oggetti per noi ormai arcaici come il telegrafo. Con cui, tuttavia, era possibile anche trovare l’amore.

ho passato la maggior parte del tempo all’ufficio telegrafico, a immaginare come fosse e a fantasticare di tenerla fra le braccia come adesso.

La storia, insomma, breve e scorrevole, merita un tentativo per questi suoi elementi di originalità, nonostante alcune perplessità circa la resa finale su pagina dei personaggi e sullo svelarsi troppo rapido delle “carte” in mano all’autrice.

Fran