VORREI SOLO POTERTI ODIARE – RECENSIONE

“Lei è il giorno e io sono la notte. Quando il giorno e la notte sono assolutamente uguali, c’è l’equinozio. Banner è il mio equinozio.”

Tempo di lettura: 4 minuti

Kennedy Ryan colpisce nel segno ancora una volta con “Vorrei solo poterti odiare”, il secondo volume della Shot Series.

vorrei-solo-poterti-odiare-recensioneTitolo: Vorrei solo poterti odiare
Autore: Kennedy Ryan
Serie: Shot Series #2
Editore: Newton Compton Editori
Data di uscita: 27 maggio 2020
Genere: Contemporary romance
Pagine: 444
Finale: Autoconclusivo

Trama
Se Jared Foster avesse un dollaro per ogni volta che Banner Morales gli ha fatto saltare i nervi, sarebbe un uomo ricco. Se avesse un dollaro per ogni volta che lei l’ha rimesso al suo posto, poi, sarebbe miliardario. Jared è un agente sportivo di successo e Banner è la sua concorrente numero uno. Per lui i “no” non esistono. Sono semplicemente l’occasione per dimostrare quanto è bravo a convincere chiunque a fare affari con lui. Chiunque tranne Banner, ovviamente. Lei è convinta che riuscirà a vincere la sfida con il suo più grande rivale. E non lascerà che la fortissima attrazione tra loro si metta in mezzo…

Non è una novità che i protagonisti maschili ideati dalla Ryan venerino le donne oggetto dei loro desideri, né che le protagonisti femminili siano donne forti, coraggiose, indipendententi e soprattutto intelligenti.

Jared e Banner non fanno eccezione.

Il loro amore inizia ai tempi del college ma, dopo un momento di pura passione, a causa di un crudele scherzo finisce prima di aver la possibilità di sbocciare.

Banner, benché incredibilmente brillante e intelligente, è sempre stata molto insicura rispetto il suo aspetto fisico e ha permesso alle sue insicurezze di prendere il sopravvento.

Questa passione, quel desiderio profondo negli occhi di Jared, moriranno? Spariranno quando mi vedrà? Quando vedrà le mie parti traballanti? Il mio corpo non scolpito? È stato mio per meno di un’ora, quello sguardo nei suoi occhi, l’attesa, il desiderio. Non l’avrà più, se vede il mio corpo come è veramente. Voglio solo vedere il desiderio nei suoi occhi ancora per un po’.

A causa dei suoi infondati timori non ha potuto apprezzare la sincerità dei sentimenti di Jared e ha scelto di chiudere la porta a quel futuro.

Dieci anni dopo le loro strade si incrociano di nuovo e questa volta Jared è deciso a buttare giù i muri di Banner e a giocare la sua partita. Nulla lo fermerà, neanche l’attuale relazione di Banner. Lui sa cosa vuole e farà di tutto per prendersi ciò che desidera.

“Questa donna è la mia anima gemella. È brillante e abile. E io posso essere oscuro, cattivo quando serve. A volte anche quando non dovrei, ma lo sono lo stesso, solo perché voglio. Lei è il giorno e io sono la notte. Quando il giorno e la notte sono assolutamente uguali, c’è l’equinozio. Banner è il mio equinozio. La mia pari. Non farò finta di provare rimorso per quello che sto per fare. Non simulerò rimpianto. La porterò via da lui, a poco a poco, giorno dopo giorno, fino a quando Zo non le attraverserà più nemmeno la mente. Nel mondo degli affari e nella vita, prendo sempre la strada più breve tra me e ciò che voglio. In questo caso, il percorso più breve per arrivare a Banner passa sopra Alonzo Vidale.”

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Ormai non mi stupisco più, ho aspettative altissime quando leggo i libri di Kennedy ryan e ogni volta si realizzano.

vorrei-solo-poterti-odiare-recensioneHo trovato dei refusi nel testo che probabilmente erano dovuti alla versione ARC del libro (grazie Newton Compton per la copia omaggio) ma escludendo queste piccole imprecisioni direi che la storia merita tutta la nostra attenzione.

Ho adorato questo libro dall’inizio alla fine. Lo stile della Ryan ti conquista. In ogni pagina si percepisce la sua forza, la sua lotta costante per l’uguaglianza, la sua sensibilità nei confronti di temi delicati che spesso la gente preferisce ignorare per convenienza.

Se nel primo volume della serie (“Vorrei solo averti qui”) si parlava di violenza sulle donne, qui si affronta un tema meno cruento ma non per questo meno importante: l’accettazione di se stessi e del proprio aspetto fisico. Accettare di non essere perfetti secondo la definizione di “perfezione” imposta dalla società non è un percorso facile.

“Odio il modo in cui le mie cosce si allargano, sformando il tessuto dei miei jeans. Il modo in cui mi sfregano le gambe quando cammino. Odio questo rotolo di grasso che mi pende sulla cintura. Questo corpo è una conchiglia inadeguata che non riflette la persona forte e sicura che c’è dentro. Eppure, c’è una parte di me che sa che l’aspetto non dovrebbe essere importante. Che sa che se sono una taglia 38 o 48, sono comunque intelligente, ambiziosa, gentile e generosa. E sì, parlo italiano, russo e un po’ di cinese.”

Ho apprezzato molto che Banner non fosse la classica ragazza da copertina ma che avesse una bellezza reale. Mi ha affascinato soprattutto il comportamento di Jared, perché è assolutamente vero che la bellezza è negli occhi di chi guarda e che è il risultato di molteplici fattori, non solo dell’aspetto fisico.

Insomma, una lettura che non potete perdervi!

Se volete acquistare una copia vi basta cliccare sulla copertina che trovate all’interno della recensione.

Alla prossima lettura!